Archivio consigli 2006

MERCOLEDI' 29 MARZO 2006
O.d.G.
  • L’AC di Venezia dopo il primo anno del cammino triennale
  • Il ruolo del Consiglio e della Presidenza nella programmazione e gestione delle iniziative
  • Rendiconto economico 2005 e preventivo 2006
  • Varie : informazioni dalla Consulta delle Aggregazioni laicali – MSAC – Scuola di metodo…
Delibere:
Dopo l’approvazione del verbale il presidente Gastone Fusaro presenta una relazione sul cammino associativo sin qui svolto toccando i seguenti temi:

La vita associativa
Abbiamo chiuso il 2005 con l’appuntamento dell’8 dicembre a San Marco occasione che, come previsto dall’Atto Normativo, ci ha permesso di rinnovare la nostra adesione all’AC davanti al Patriarca; è stata una giornata forte, significativa e ricca di reciproca testimonianza caratterizzata dalla presenza gioiosa di ragazzi, giovani, adulti e famiglie. Significativa sul piano associativo per la consegna della nomina ufficiale a tutti i Presidenti parrocchiali che li rivaluta e li conferma figure fondamentali per la vita delle nostre associazioni. Mancava una sola associazione.

Formazione
Il cammino triennale approvato dal Consiglio a Novembre, è partito, la presenza (40/50 persone) consente di lavorare con tranquillità, ma ci preoccupa la costante mancata assenza di alcune associazioni ed il tourn over delle persone (alla 2 giorni: 15 nuovi su 40 : 26 ACR, 7 Giovanissimi, 7 Giovani). La prevalenza dei partecipanti è fatta da educatori ACR, ma si sta riaprendo anche la realtà degli educatori Giovanissimi e Giovani, un po’ assente negli ultimi anni.
La programmazione dell’attività educativa e formativa per educatori ed animatori è stata da noi tutti affidata alla CUF, ma, alla fine, chi guida la CUF è di fatto parte della Presidenza, pur godendo in fase esecutiva della collaborazione di altre persone; i settori non sono stati in grado di esprimere che una persona per l’attenzione ai Giovanissimi. Questo significa non poter seguire appieno ed in continuità le diverse realtà.

Rapporti con le Associazioni
Gli incontri con le associazioni doverosi e necessari per ricreare quel tessuto di amicizie, conoscenze e condivisione di esperienze, fanno difficoltà a diventare tradizione; nel giro di quest’anno, sovente, si è avuta l’impressione che l’appuntamento, risulti essere un aggravio di incontri più che il naturale condividere esperienze associative. Si sono rilevati questi sintomi vuoi nella difficoltà, in parecchi casi, di determinare la data e/o il tema dell’incontro vuoi nel fatto che ad oggi 6 associazioni (e non delle più piccole) non hanno ancora confermato l’incontro. Significa o che manca un cammino associativo parrocchiale, di cui questi appuntamenti sono parte importante, oppure che la dimensione diocesana non ha particolare significato per la loro vita associativa.
Altra difficoltà nello sviluppo di questa collaborazione è emersa con la consegna dei questionari, chiesti per ottobre al fine di aggiornare gli archivi coi nuovi dati e di avere una “visione” complessiva dell’associazione in vista dei successivi incontri, di questi ne sono rientrati solo 13, prima delle adesioni solo 4 .
A queste difficoltà fanno riscontro segnali positivi da altre associazioni che si dimostrano attente e sensibili e la bella presenza dei Presidenti parrocchiali all’incontro formativo di Giugno; questi segni contrapposti ci devono interpellare sul come stringere maggiormente i legami con tutte le Associazioni parrocchiali senza creare ulteriori incontri, magari ripensando a quello che già facciamo (se per alcune realtà l’incontro può essere interpretato come “verifica” perché non ipotizzare in alcune situazioni incontri aperti a più parrocchie in modo da rilanciare la conoscenza e la collaborazione tra associazioni?) e poi riproponendo con forza la formazione dei Responsabili, figure fulcro perchè attraverso di loro le nostre realtà parrocchiali vivono ed assimilano l’Azione Cattolica. Il prossimo appuntamento di giugno sarà un ulteriore test.

Le Adesioni
Valutando i dati delle adesioni parrocchiali, anche se parziali in quanto esse si chiudono teoricamente a settembre, emerge una situazione che alterna luci ed ombre, le luci:

  •  I “passaggi” tra un settore e l’altro sono diventati una consuetudine e ciò conferma la presenza di una “forte radice” che permette la continuità associativa .
  • I dati dei nostri aderenti, se rapportati al numero degli abitanti delle rispettive parrocchie, non arrivano mai al 3%, ma se li rapportiamo ai frequentanti (dati dell’inchiesta 2004) la loro incidenza cambia notevolmente tanto che in più parti diventano percentuali a due cifre.
  • Alcune parrocchie, grazie all’impegno di educatori esterni e della Presidenza, si stanno interrogando sull’opportunità di iniziare una esperienza associativa come la nostra: laici al servizio della chiesa locale e particolare. Le esperienze a Dese (il gruppo di Giovanissimi/Giovani lavora a pieno ritmo) a S. Antonio di Marghera (la presenza di Stefano ci ha permesso di non perdere un gruppo giovanissimi fondamentale per la crescita di quella associazione) alla B.V. Addolorata (forse quella più problematica) e ad Eraclea (dopo 4 incontri preparatori abbiamo iniziato un mini corso educatori con oltre 20 persone + 3 incontri per gruppo giovanissimi curato dal gruppo di Mestre e l’accoglienza dei potenziali educatori ACR a Chirignago) sono forti segnali di speranza che potranno servire a rafforzare la presenza dell’AC in diocesi.
  • L’esperienza positiva dell’affidare ad alcune associazione la compilazione elettronica delle adesioni, con notevole risparmio di tempo da parte della segreteria e l’opportunità delle associazioni di accedere a piacimento ai dati dei propri soci.

Le ombre

  • Anche quest’anno il totale degli aderenti diminuirà, siamo oggi a 1117, tenendo conto che come l’anno scorso altre adesioni si aggiungeranno strada facendo, si può ipotizzare una trentina di adesioni in meno, poche in termini numerici ma non per il circa 3% che rappresenta. Il Patriarca ci invita ad essere “liberi dall’esito”, ma una realtà come l’AC si giudica anche per il suo essere radicata nel tessuto ecclesiale e per il suo rispondere alle domande della chiesa e questo avviene per grazia di Dio e attraverso le persone.
  • La rotazione degli aderenti, pur calata, si attesta attorno al 20%. Ogni anno un quinto dei nostri aderenti lascia il posto ad altre persone e questo non solo per l’ ACR.
  • Se i passaggi consentono il consolidamento del Settore Adulti (10 nel 2005 e 13 nel 2006), il progressivo e costante calo dell’ACR si riflette, anche se parzialmente, sui numeri del settore Giovani. Questo calo avviene pur “investendo” moltissime risorse ed energie nella preparazione degli educatori ACR. Solo 44 ragazzi del 6/8 sono un po’ pochini; questi numeri ci interpellano, a maggior ragione se a Roma si pensa di abbassare ancora l’età a 4/5 anni.
  • Il meccanismo della distinzione tra momento ideale e sostegno economico, auspicato ed indicato nella fase del rinnovamento, non ha ancora trovato forme adeguate di attuazione e, di fatto, stiamo movendoci come sempre
  • Il basso numero di aderenti in parecchie associazioni e la loro incompletezza rendono difficile una vita associativa organica.

Credo di non dire cose nuove confermando che viviamo un momento di difficoltà dove emerge un forte ritiro nel privato o nel non impegno. Penso capiti anche a noi, talvolta, di dire ”lasciamo fare agli altri” perché siamo presi da mille impegni, perchè siamo sempre i soliti, perchè siamo sempre meno, perché ci sentiamo frastornati; mi sembra aleggi talvolta in AC una sorta di sindrome da accerchiamento che ci incupisce e non ci permette di donarci pienamente e di donarci con gioia.
Sento talvolta affiorare forte la tentazione del “ritirarsi”, del non spendersi completamente, del “tirare i remi in barca”, dico tentazione all’omissione perché sovente tale è; non rappresenta solo il doveroso e necessario bisogno di doversi ricaricare e riposare, ma è la lusinga del mettersi in disparte per fare le cose che ci piacciono e non quelle per cui il Signore ci chiama, e che ci costano.
“Duc in altum Azione Cattolica” ci spronava Giovanni Paolo II, ed il nostro Presidente Nazionale ci invita a trovare il coraggio nella direzione giusta, “perché nessuno se lo può dare.”
Occorre prendere atto che da questa fase si può uscire solo con più preghiera e fiducia in Cristo, solo in Lui troviamo la forza per resistere alle tentazioni ed il coraggio per continuare nel servizio. I nostri sforzi, i nostri programmi, le nostre riflessioni ed i nostri servizi, doverosi e necessari, avranno un senso solo nella misura in cui saranno accompagnati dalla nostra vita di fede. L’esperienza che stiamo sperimentando in numerosi appuntamenti di dedicare ampio spazio alla preghiera e alla riflessione, nonostante le difficoltà in cui viviamo, scaturisce da questa consapevolezza.

La partecipazione e la corresponsabilità
Credo importante ribadire un concetto: le cose che facciamo e che proponiamo le facciamo e le proponiamo prima di tutto per noi stessi, non per gli altri. E’ una premessa fondamentale per non proporre e suggerire occasioni di incontro che poi, pur riuscendo belle e significative, non raggiungono i destinatari.
Già ho accennato alle difficoltà inerenti gli incontri con le associazioni, altra situazione simile, anche se non eguale, si è verificata col “Convegno di Primavera”, una data che doveva essere “bloccata”per un appuntamento unitario . Una serie di vicissitudini, perché alla fine tali sono diventate, ci ha impedito all’ultimo momento di promuoverlo e come Presidenza abbiamo fatto la scelta di utilizzare “questo tempo per vivere assieme senza l’ansia del “risultato”, un tempo offerto a Dio ed a noi” aprendolo a tutti gli aderenti ed in particolare alla Presidenza ed al Consiglio come opportunità per meglio conoscerci umanamente ed associativamente. Risultato: 23 persone presenti.
Questa minima presenza si è riscontrata anche per l’incontro, a calendario in ottobre, col Patriarca Marco a Venezia sulla Dei Verbum al quale, tranne parte della presidenza, non c’era nessun altro della Terraferma; altrettanto vale per i soci veneziani su altri incontri fatti in terraferma.
E’ importate rispolverare, ed applicare per il futuro, quello stile che ci aiuta al momento delle decisioni a fare i conti partendo da noi stessi, e poi, qualora impegni improvvisi impedissero la presenza, ad “avvisare”, come segno di partecipazione. E’ importante che lo assimiliamo noi per primi per essere in grado poi di chiederlo anche ai nostri aderenti ed in particolare ai Presidenti Parrocchiali che dovremo incontrare nel Consiglio prossimo ed ai Responsabili parrocchiali che accoglieremo a S.Vito a metà Giugno.

Visita Pastorale e promozione dell’AC
In alcuni appuntamenti col Patriarca e col Vicario Generale ci era stato detto che in occasione degli incontri con i vicariati e le parrocchie ci sarebbero state parole di incoraggiamento e di promozione dell’Azione Cattolica. Si sta ora avviando alla conclusione la visita al Lido e completando quella a Marghera, vicariati dove, anche se in piccola parte siamo presenti, ma mi sembra, allo stato dei fatti, che questa promozione non avvenga, o abbia i contorni di una semplice e benevola formula. Forse è una analisi prematura ed occorre attendere la fine della visita a questi primi due vicariati, ma ritengo importante che, a suo tempo, su questo tema il Consiglio si debba interrogare verificando “quanto valiamo per la nostra Chiesa”.

Gli assistenti
Se a questo punto degli incontri con le Associazioni parrocchiali dovessimo valutare quanto le nostre AC valgono per i nostri preti, la cosa sarebbe assai problematica; alle visite erano spesso presenti, ma se poi si chiedeva quanto incidevano ed erano presenti nella vita dell’associazione, le risposte erano meno rosee. Non è una novità si potrebbe obiettare, ma forse dovremo ripensare anche a questo rapporto se nel nostro programma triennale ci siamo impegnati a “crescere nella comunione, amicizia, fraternità e collaborazione con i preti, essere per loro famiglia”. Certo ci sono quelli vicini, quelli indifferenti e quelli contrari all’AC, pochi sono quelli che conoscono l’Associazione, ma tutti sono pieni di mille cose da fare e da organizzare e spesso l’AC non è tra le cose primarie da seguire. Per farla conoscere aiutano ma non sono sufficienti i campi per seminaristi, cui noi mandiamo quelli dell’ultimo anno di teologia, la partecipazione ai nostri campi diocesani e nemmeno l’abbonamento alla stampa associativa nazionale cui, come Centro Diocesano, abbiamo iniziato a fare quest’anno. Dobbiamo, a mio avviso, riprendere un certo discorso iniziato a fine 2004 con don Beniamino perché se l’AC è importante per la Chiesa di Venezia occorre pensare a come far conoscere ed amare l’AC ai nostri preti; non si può amare senza conoscere e non ci si può donare senza amare, questo vale per i preti verso l’AC e per l’AC verso i preti. Due domande potrebbero aiutarci a comprendere i rispettivi punti di vista:

  • Cosa l’Associazione si aspetta dai propri assistenti
  • Cosa i nostri Assistenti si aspettano dall’AC

Approfondendo non solo il piano ideale, ma anche quello del vissuto quotidiano.

L’ultimo elemento di riflessione riguarda il secondo punto all’odg: “Ruolo del Consiglio e della Presidenza nella programmazione e gestione delle iniziative” entrato in discussione almeno due altre volte ma mai approfondito e che credo ben si collochi all’interno di questa nostra analisi perché le questioni sollevate riguardano due temi ben precisi che devono aiutarci in questo cammino: 1° il ruolo e le competenze dei due organismi 2° la loro organizzazione come discende dall’Atto Normativo e dalle nostre singole scelte operative. I nodo sollevati sono:

  1. Se il consiglio demanda alla presidenza l’organizzazione e la gestione della vita associativa unitaria, è fondamentale prevedere che esso possa avere spazi di verifica non per porre giudizi sommari, ma per calibrare o ri-calibrare la dinamica ideativa-realizzativa, consiglio-presidenza.
  2. Il consiglio, e in particolare, questo consiglio, dovrebbe definire come vuole organizzarsi. Questo non è stato fatto, almeno a mio avviso, ma è passata una certa linea di continuità rispetto al passato triennio senza che ai nuovi consiglieri fosse dato il tempo e l’occasione per ragionare sul loro servizio. Non voglio sostenere che siano necessari cambiamenti, ma che sia necessario soffermarsi sulle scelte profonde che lo hanno portato all’ attuale assetto organizzativo. Ciò a prescindere dalla personale convinzione che 4 consigli l’anno non siano adeguati a svolgere pienamente i compiti che ciascun consigliere si è liberamente impegnato a portare avanti.

Non sono solo questioni di metodo, ma di sostanza e comprendo anche come il Consiglio possa essere partito a due velocità: quello dei “riconfermati”, 16 su 28 membri, che avendo vissuto nel precedente triennio l’esperienza della formulazione dell’AN erano gia “preparati” e le new entry che in questo passaggio sono rimaste penalizzate.
E’ anche vero che la Presidenza ha operato in continuità con l’esperienza del triennio precedente senza nessuna intenzione di sottrarre competenze o giudizi al Consiglio, ma credo che questo sia fuori discussione e che la fiducia sulla quale ha operato non sia mai stata disattesa. Oggi però il Consiglio è chiamato a decidere se ed in quale modo vuole “ri-calibrare” la dinamica: progettazione - approvazione- realizzazione - verifica sin qui sperimentata, allo scopo di rendere più compartecipi e corresponsabili tutti i componenti definendo anche priorità e tempi.
L’operatività della Presidenza è garantita dall’incontro quindicinale, cosa che il Consiglio non può fare, si tratta allora di interrogarci se e come il Consiglio interviene nella conduzione ordinaria dell’Associazione. Ricordo che per i Consiglieri un primo veicolo di conoscenza, di proposta e di verifica avviene attraverso i rispettivi consigli di Settore (siano essi a livello di Consiglio o meglio se allargati) i quali riportando in Presidenza il pensiero delle varie componenti associative aiutano e riducono il lavoro assembleare del Consiglio stesso.
Ricordo che in linea di massima gli odg principali dei 4 consigli sono:

  • a settembre: Definizione calendario associativo e quote adesioni
  • a dicembre: Campi e Convegno Primavera
  • a febbraio: Bilanci
  • a maggio: Programmazione cammino annuale coi Presidenti parrocchiali

All’interno di questi spazi il Consiglio è già coinvolto nei temi essenziali quali: Campi – Casa S.Vito – Adesioni – Bilanci – Programmazione annuale ; per altri progetti e/o verifiche, non c’è il tempo materiale, ed allora la Presidenza supplisce ed opera sulla fiducia del Consiglio. Riflettendo sul nostro lavoro, a mio avviso queste sono le iniziative in cui il Consiglio è solo “aggiornato” e sulle quali potrebbe intervenire per definire chi e come programmare, gestire, verificare.

  • 2 giugno: festa unitaria; Feste/Giornate di Settore; Parzialmente, il lavoro della CUF (Educatori e Responsabili) ;L’incontro unitario di settembre; 8 dicembre

Perché il Consiglio possa esercitare quel ri-calibrare di cui si è detto, occorre trovare e dedicare tempo; due piste mi sembra si aprano in quest’ottica

  • • aumentare il numero dei Consigli, o le ore di Consiglio, verificando tempi ed orari, oppure utilizzarli per condividere ed approfondire temi su cui il Consiglio non si è confrontato ma sui quali nella quotidianità siamo chiamati ad esprimerci: spaziando dalla pastorale al politico, dall’ associativo al sociale
  • • modificare gli odg del Consiglio in modo che, salvo le incombenze statutarie, a rotazione nell’arco del triennio possano trovare spazio per una verifica e riprogrammazione tutte le iniziative

Ritengo che attorno a queste mie riflessioni, integrate e modificate dalle vostre, possa snodarsi il Consiglio e che le indicazioni che emergeranno, oltre a coinvolgere noi saranno anche preparatorie per l’incontro coi Presidenti nel quale andremo a delineare le linee del cammino del prossimo anno. Concludo chiedendo scusa per la lunghezza dell’introduzione ma ribadendovi la mia personale convinzione che l’AC abbia ancora un futuro nella chiesa italiana se continueremo sempre più a porre Cristo al centro della nostra vita ed a vivere le tre dimensioni che abbiamo richiamato nel nostro documento:

  • Contemplazione: intesa come maggior assiduità e costanza nella preghiera, nella vita spirituale e sacramentale;
  • Comunione: per una presenza nelle nostre comunità che ci apra al dialogo e alla collaborazione con tutti;
  • Missione: non solo per garantire l’ordinario, ma impegno a dare risposta, con creatività, agli aneliti che la quotidianità di oggi ci propone

In questo modo l’AC ritroverà lo slancio e le risorse per rafforzare il proprio servizio nelle nostre realtà parrocchiali e diocesana.

Il ruolo del Consiglio e della Presidenza nella programmazione e gestione delle iniziative Dopo un lungo dibattito nel quale sono intervenuti Sordi Francesco, Dri Piergiorgio, Trevisiol don Roberto, Bascelli Gabriele, Scantamburlo Teresa, Costantini Chiara, Paganotto Monica, Checchin Davide, Fusaro Gastone, De Lazzari Antongiulio, Spinola Simonetta, Da Ponte Paolo, Bascelli Gabriele .

Rendiconto economico 2005 e preventivo 2006
Piscopo Antonio fornisce le copie del bilancio e del preventivo di spesa del 2006 ed illustra le varie voci. Il rendiconto economico, consuntivo 2005 e preventivo 2006, viene approvato all’unanimità.

Bascelli Gabriele invita tutti al 3 settembre a san Vito per festeggiare 100 anni della Casa della Gioventù; comunica che al convegno nazionale del MSAC svoltosi a Chianciano hanno partecipato 4 studenti più De Mattia Gianluca, sono ritornati molto entusiasti.

Varie
Fusaro Gastone pone la domanda su come l’AC si sente coinvolta nella visita pastorale? In merito, ha intenzione di convocare i presidenti della terraferma per definire le strategie future , dopo aver sentito e approfondito con il presidente del Lido e di Sant’Antonio di Marghera quello che è avvenuto nelle loro parrocchie che hanno già vissuto la Visita Pastorale. Questa proposta viene approvata dai presenti

MERCOLEDI' 17 MAGGIO 2006
O.d.G.
  • Verifica iniziative 2005/06, individuazione ed approvazione delle linee per il cammino annuale 2006/07
  • Varie.
Delibere:
Alle ore 19 il Consiglio inizia con la recita dei Vespri nella chiesa del centro pastorale, quindi alle 19,25 inizia la riunione con 11 consiglieri presenti su 17 .

Gastone Fusaro propone l’approvazione del verbale del consiglio del 29/3/06 i consiglieri presenti approvano all’unanimità e poi inizia la sua relazione introduttiva.
“ Un benvenuto a tutti, in particolare ai Presidenti parrocchiali che oggi il Consiglio incontra, non solo perché così indicato nell’art 27 dell’AN, ma perché riteniamo fondamentale il loro coinvolgimento nella verifica e programmazione dei cammini annuali.
Un primo pensiero va indirizzato all’effettivo bisogno che le Associazioni sentono di formazione e di collegamento col centro Diocesano. Nel cammino annuale che stiamo per concludere c’erano alcune iniziative proposte dal Cammino Diocesano per le realtà parrocchiali:

  • Incontri con le Associazioni: nella maggioranza dei casi essi si sono svolti ed hanno raggiunto gli obiettivi prefissi: conoscerci meglio e formarci approfondendo alcune tematiche.Per alcune associazioni sono emersi numerosi problemi sia di coinvolgimento per individuare nuovamente una data sia perché alcune di queste, e non tra le più piccole e sgangherate, non sono riuscite a metterlo a calendario. Ci si è chiesti allora
    • A che servono i calendari ed i planning che a settembre consegniamo a tutti, col lavoro ed il costo che ne consegue?
    • Si sente il bisogno e la necessità di un collegamento col C.D. che sia bidirezionale; se non ci conosciamo non possiamo nemmeno aiutarci
    • Pur con tutte le difficoltà che ne conseguono è pensabile una qualche forma di tutoraggio? ossia affidare ai consiglieri diocesani, presidenza compresa, il compito di tenere una qualche forma di contatto con un certo numero di associazioni; ciò non solo per le attenzioni di settore o ACR, ma in un’ottica unitaria.
  • Scuola di Formazione per educatori e responsabili: le 40/50 persone che vi partecipano sono un numero sufficiente per andare avanti sia come ACR che come Giovani/Giovanissimi, ma a questi appuntamenti mancano i rappresentanti di numerose associazioni ed allora la domanda è: come e dove si formano gli educatori ed i responsabili? C’è consapevolezza della necessità di una formazione permanente anche per queste figure? C’è consapevolezza che senza formazione e formazione unitaria le nostra associazioni finiranno con lo sperdersi? Ci attendiamo delle risposte, in particolare dai Presidenti in modo da poter eventualmente meglio agire in questo campo essenziale per il nostro futuro associativo
  • Appuntamenti unitari e di settore, direi che qui le cose sono molto altalenanti. Ci sono appuntamenti che vanno bene ed altri che lasciano a desiderare (sto pensando alla presenza in occasione dell’incontro di preghiera che ha sostituito il convegno di primavera). Vorrei ribadire un concetto: nei giorni in cui sono previsti appuntamenti unitari vanno sospese tutte le attività parrocchiali mentre per gli appuntamenti di settore quelle di settore, solo così una associazione assumerà le caratteristiche di unitarietà su cui tanto insistiamo.
  • Per quanto riguarda le settimane: sarebbe interessante capire quante associazioni le conoscono e le promuovono: un aiuto potrà venire dalla prossima due giorni responsabili nella quale pensiamo di ripresentarle nella loro essenzialità associativa.

A queste iniziative che, pur con le inevitabili modifiche che si potranno apportare, andranno riproposte anche il prossimo anno, si affiancano alcune richieste che sono scaturite da esigenze organizzative del Consiglio o della Presidenza. In ordine, parto dalla richiesta alle Associazioni di “distaccare” un proprio educatore a prestare servizio presso altre realtà in fase o di prima conoscenza dell’AC o di “grave difficoltà”. Io ringrazio il Signore per le cinque persone che sono state rese disponibili, e che ci hanno permesso un servizio importantissimo in tre parrocchie e nel vicariato di Eraclea. Mi chiedo però se tutte le Associazioni si sono interrogate su questo servizio missionario e se tutti si siano chiesti cos’è l’essenziale per una associazione parrocchiale. E’ questo un servizio per far maturare esperienze di servizio e far crescere le persone nell’ottica della diocesanità. Ora rilancio con forza questa richiesta affinché anche per il prossimo anno emergano persone disponibile ad offrire il loro servizio all’Associazione diocesana per conto dell’associazione parrocchiale, non liberi battitori ma inviati. La crescita e l’incisività dell’AC in diocesi passa anche attraverso questo segnale forte di servizio. Un aspetto, che la dice lunga sulla necessità di avere veri responsabili, è stata la richiesta inoltrata ad inizio settembre di poter avere, con congruo anticipo i nomi, gli indirizzi ed alcune informazione su ogni realtà parrocchiale per due motivi ben precisi: essere in grado di avvisare i reali educatori e responsabili in carica ed avere alcuni dati sull’organizzazione associativa. Entro fine ottobre ne erano arrivati solo 4, altri 9 sono arrivati con le adesione, per il resto … silenzio! In occasione dell’incontro unitario a S. Marco per l’8 dicembre, a mio avviso bello e significativo, abbiamo offerto al Patriarca, come consuetudine, 1200 euro per la “sua carità” ed a sua volta il Centro Diocesano ha chiesto alle associazioni che, con le adesioni, raccogliessero 1 euro in più a socio. Evidentemente la cosa non si è compresa e questa voce, a bilancio 2005, ha avuto un saldo negativo di € 845. Pur consapevoli delle difficoltà che esistono nel raccogliere denaro, vorremmo fossero altrettanto palesi gli sforzi che l’Associazione sta facendo nel non far ricadere costi aggiuntivi sulle associazioni Parrocchiali (testi per i gruppi – quota parrocchiale per le adesioni – gratuità nelle iniziative formative …) e che quindi quando vengono richiesti dei contributi questi rispondono a delle esigenze particolari, in questo caso voleva essere un’offerta che scaturiva dall’iniziativa di tutta l’associazione e non dal fondo cassa associativo.

Come avrete capito, il mio intervento non intende quindi sopprimere alcuna iniziativa perché risultano essere quasi il “minimo vitale” per il nostro vivere, ma c’è la massima disponibilità per un loro più incisivo e corretto inserimento nel cammino annuale. Il programma che ne uscirà verrà presentato ai presidenti e consiglieri in occasione del 2 giugno ed ai i responsabili parrocchiali nella 2 giorni del 10/11 giugno a S. Vito.
Su queste osservazioni e su eventuali suggerimenti inviterei tutti ad intervenire”

Daniela Parolin: per quanto riguarda le visite alle parrocchie, non sempre è riuscita a visitare le parrocchie programmate, però in ogni caso gli argomenti trattati sono di una tale profondità e importanza che ribadisce l’utilità di queste visite, sicuramente sono impegnative. In merito alle settimane associative poteva sembrare complicato organizzarne a livello parrocchiale la partecipazione, però ogni volta che si riusciva, tutta l’associazione parrocchiale tirava un bel respiro e aveva la possibilità di ossigenarsi attraverso gli incontri diocesani e si tornava in parrocchia con uno spirito nuovo e con più entusiasmo; quello che strideva era che chi gestiva i gruppi non se la sentiva di saltare l’incontro per una settimana…… In ogni caso vale la pena di insistere perchè ci sia questa sosta, perchè non ci siano incontri in più e in alternativa, per ottimizzare meglio le forze. Per quanto riguarda l’esiguità dell’offerta per la carità del Patriarca, Daniela pensa che forse sia dovuto al fatto che non tutti erano d’accordo di dover dare; suppone che non sia stata compresa l’iniziativa anche perchè un fatto così generalizzato rivela un’intenzione.

Emanuele Bonisoli: quando il Patriarca ci ha ringraziato, ci ha anche informati che l’offerta l’ha devoluta per il terremoto nel Pakistan. Anche le offerte raccolte durante la visita pastorale hanno la stessa destinazione.

Piergiorgio Dri: a proposito delle visite alle parrocchie emerge nelle nostre associazioni parrocchiali: una grande fragilità: è bastato che lui avesse dei problemi personali perché non ci fosse la possibilità di avere una sostituzione nel ruolo per cui si sono stati problemi all’interno dell’associazione; sarebbe da approfondire il concetto di corresponsabilità. A proposito dell’offerta, ritiene che ci sia stato un disguido e non sia dipeso da una volontà precisa. Sul convegno di primavera: una volta fallita la prima programmazione, difficilmente la proposta alternativa decolla.

Alberto Angione : rappresenta una di quelle parrocchie in cui è saltato l’incontro con la diocesi; sbagliato a programmare la prima volta e poi nello spostare l’appuntamento non c’è stata possibilità di recupero. Si domanda quanto sia utile generalizzare questa tipo di incontro perché - magari - in alcune associazioni c’è bisogno di altro. E’ la diocesi che deve spingere per ottenere l’incontro.

Teresa Scantamburlo: siccome si trova coinvolta, comprendendo le difficoltà della vita associativa, ha paura che l’incontro sia solo incentrato sull’esigenza, ma vale soprattutto in quanto c’è l’incontro. Il bello dello stare assieme, della comunità, al di là delle necessità.

Alessandra Varagnolo: apprezza che ci sia la possibilità di avere il programma calendario il 2 di giugno, ritiene che sia molto utile, apprezza l’idea che un consigliere abbia cura di alcune associazioni. Si chiede come possa recuperare la partecipazione colui che abbia mancato agli appuntamenti programmati. Per quanto riguarda le settimane, ritiene sia ancora qualcosa di nuovo e non si riesca a cogliere le possibilità di apertura che ci offrono.In merito agli animatori che si sono resi disponibili per il servizio in altre parrocchie, esprime il proprio apprezzamento allo stesso tempo vede la necessità di continuare all’educazione al gratuito, allargando anche il campo di applicazione oltre il servizio ai piccoli.

Lorenza Fasolo si ricollega al discorso fatto da Piergiorgio sulla fragilità e cioè se non c’è chi tira avanti, gli altri stanno fermi. In questo senso sente di collegare il discorso sulle settimane perchè a lei all’inizio dell’anno, il discorso piaceva però non è più riuscita a metterlo in moto e nessun altro l’ha fatto. Per quanto riguarda la possibilità di recuperare gli incontri mancati, lo ritiene un argomento importante per stare in cammino con l’associazione.

Raffaella Giomo: sul recupero suggerisce la partecipazione delegata; la partecipazione è vitale, piuttosto di niente va bene anche un verbale, ma è poca cosa rispetto alla vita.

Simona Sannicolò: nei limiti del possibile lei dà per scontato l’impegno delle persone ad esserci, non è sindacabile l’assenza, ognuno ha una vita complessa, lo sforzo lo dà per scontato, a volte uno non riesce.

Gastone Fusaro: deve esserci uno stile: se non posso, devo comunicarlo, condividerlo.

Alberto Angione: ha avuto modo di sentire alcuni animatori della sua parrocchia che hanno partecipato a San Vito ed è emersa la bellezza dell’esperienza vissuta, ma perchè fare un’attività in un posto così lontano?

Gastone Fusaro: fare gli incontri a San Vito vuol dire privilegiare l’aspetto comunitario; farlo qui dove uno va ed uno viene, si rischia di perdere la continuità.

Alberto Angione: circa le Settimane, riferisce che il suo gruppo adulti, seguendo le indicazioni del Patriarca, ha organizzato delle celebrazioni eucaristiche alle 18.30 ed ha invitato con lettera tutte le persone che sono motore attivo della parrocchia, la riuscita è stata bella e importante.

Alessandro Molaro: a Chirignago il fatto che due educatori si siano resi disponibili al servizio ha fatto molto discutere il consiglio di AC che ha condiviso questa scelta, non è passato inosservato, anzi si sta riflettendo sul fatto che si è resa poco partecipe la comunità di questa loro scelta di servizio, per cui si cercherà di rendere condivisibile a tutta la comunità .

Salvatore Rafaniello: per quanto riguarda le settimane sarebbero diventate delle attività in più, l’unica cosa fatta dal gruppo adulti è quella di darsi un appuntamento settimanale per pregare per la pace. Si fa fatica a trovare il modo di incontrarsi con la Diocesi l’unico sistema è sospendere tutti gli incontri per quella settimana e dedicarlo all’incontro con la diocesi.

Gianluca Ferro: penso che gli incontri con la diocesi aiutino a riscaldarci, darci vigore e conoscerci, è una cosa da mantenere perchè chi l’ha vissuto ha potuto apprezzare la positività. Per quanto riguarda gli incontri con gli educatori ho avuto delle difficoltà di accompagnamento per una serie di problemi personali.

Flora Patron: per lei è stato il primo anno, ha avuto l’appoggio di Gastone; ha visto l’impegno dei ragazzi, ha avuto l’aiuto di Stefano Piovesan; cercano di coinvolgere i genitori dei ragazzi dell’ACR, è però un po’ bloccata nel chiedere l’adesione ai genitori, per motivi economici.

Antongiulio De Lazzari: desidera sottolineare l’importanza di comunicare i dati di responsabili ed educatori; c’è la necessità di mettersi in contatto, è importante farci conoscere . Sulla partecipazione non intende soffermarsi sullo sforzo, ma sulle scelte e le priorità, esiste la possibilità della delega.

Chiara Costantini: porta una testimonianza. Una volta c’erano molti incontri a Burano e si brontolava però si partecipava, adesso che sono stati diminuiti si partecipa meno di una volta.

Antongiulio De Lazzari: ritiene importante il Consiglio come luogo di discussione, di dialettica anche critica e alla fine di decisione, ciò anche per quanto riguarda i presidenti, perchè una volta deciso assieme è anche giusto realizzare assieme quanto deciso.

Antonio Piscopo: per quanto riguarda la raccolta di offerte per vari motivi, non è detto che debba essere sempre a livello individuale la fonte dell’offerta; si possono pensare anche altri momenti, altre modalità, altre forme. L’importante è l’adesione all’ideale dell’AC. La questione della partecipazione è importante , perchè se i responsabili non danno lo stimolo, la spinta, la motivazione (soprattutto a livello di presidenti ) tutto si affloscia e rimane fermo.

Flora Patron: si riallaccia al discorso di Antonio e ci comunica che loro in parrocchia hanno fatto un mercatino e con il ricavato hanno potuto finanziare varie esigenze.

Viene approvato all’unanimità la proposta modalità di mantenere le visite alle parrocchie suddivise tra i mesi di novembre e febbraio.

Il Presidente illustra la proposta sulle scuole di formazione; la CUF ha pensato di fare una mezza giornata qui nel territorio e un’altra due giorni in marzo a San Vito. Per il terzo incontro del triennio (il primo per presidenti, il secondo per i responsabili), si pensa di riunire presidenti e responsabili per cominciare a parlare di quello che sarà il futuro; si inizierà ad abbozzare il documento ed il programma per il prossimo triennio. Dato che il tempo non sarà sufficiente viene proposto anche un campo responsabili a fine agosto del 2007 per continuare nella stesura ed elaborazione. Potrebbe essere lun-mar-mer-giov oppure venerdi-sabato–domenica., una due giorni non può essere sufficiente. L’alternativa è fare degli incontri qui a Mestre.
Mariangela Rossini: la proposta le sembra importante, però, lei parla per l’ACR, esprime le difficoltà a trovare animatori per i campi scuola ed inoltre sottolinea che durante l’anno si fa fatica ad incontrare i responsabili anzi alcuni non si sono mai fatti vivi.

Lorenza Fasolo: è bene fare le cose che dobbiamo con la giusta importanza anche perchè i responsabili che non si fanno vedere non verrebbero neanche al campo e in ogni caso sarà compito della presidenza sollecitarli, non si può comprimere, bisogna prendersi i tempi che ci servono, anche se c’è il rischio di trovarsi fra i soliti.

Simona Sannicolò: per lei sarebbe più importante cercare la soluzione che permetta di avere il maggior numero di presenze; pensa che l’incontro fatto qui avrebbe qualche presenza in più, non ha idea sul come, però è importante che ci siano più presenze possibili.

Don Roberto: premesso che il problema sulla non partecipazione riguarderà un numero esiguo di persone, suggerisce di instaurare una forma di sollecito magari telefonando a queste persone e invitarle in modo persuasivo agli incontri. Qualcuno verrà recuperato.

Gianluca Ferro: guarda il problema dalla sua situazione: in parrocchia c’è lui e due mamme che fanno le responsabili, pensare di star via una settimana lo vede molto praticabile.

Alberto Angione: riepiloga le motivazioni per non partecipare dei suoi responsabili :

  • gli adulti non potranno per la famiglia
  • i giovani che lavorano diranno che non possono prendere ferie
  • gli universitari diranno che hanno gli esami

Gabriele Bascelli: tralascia le considerazioni sul fatto che abbiamo discusso all’altro consiglio che ci voleva più partecipazione e più persone presenti a tutte le fasi di programmazione e decisione, adesso sembra che stiamo tornando indietro, lui proporrebbe una mediazione sui tre giorni, trovarsi il giovedì sera e poi venerdì, sabato e domenica.

Chiara Costantini: riflette sul fatto che da Burano ci impiega lo stesso tempo per venire a Zelarino che andare a San Vito per cui preferisce l’idea di andare 3 giorni a San Vito però con una modalità di lavoro più rilassata perchè se è il caso di fare lavori in full-immersion è meglio stare qui a Mestre in ogni caso la gente che ha deciso di venire partecipa sia a san Vito che a Mestre.

Daniela Parolin: si sofferma sul fatto che per partecipare al campo scuola ci sono anche dei costi e questo bisogna tenerne conto nella programmazione.

Flora Patron: per lei sarebbe meglio stare qui in zona.

Piergiorgio Dri: suggerisce di puntare su una due giorni, però in una zona più vicina per recuperare anche qualcuno che potrebbe venire in giornata. Ritiene che queste modalità permettano di vivere la diocesanità, lavorare a livello comunitario è fondamentale, per cui strutturare un percorso che partendo da una due giorni poi abbia altre giornate di incontro in un arco di tempo più ampio.

Gastone Fusaro: andare su altre strutture è solo un problema di costi. Siamo costretti a fare una scelta. Gli appuntamenti unitari saranno il 2 giugno e poi il convegno di primavera che quest’anno
con quello che è successo ci si è anche chiesti se farlo di sabato o di domenica. Per gli adulti il sabato è improponibile, così pure per l’ACR diventa più favorevole la domenica così non spostano le attività del sabato. Quando ci sono questi appuntamenti diocesani il settore o tutta l’associazione parrocchiale è sollecitata a sospendere ogni attività per facilitare la partecipazione.

Don Roberto: bisogna verificarsi, perchè c’è il rischio di sospendere l’attività e poi non c’è la partecipazione all’evento diocesano.

Gastone Fusaro: In merito alle settimane daremo dei contributi, dei testi più corposi per arrivare ad una tradizione su questo argomento; lavoreremo anche alla due giorni responsabili. In merito all’attività del Consiglio diocesano con scansione triennale per verificare e programmare tutte le attività dell’associazione chiede se i consiglieri hanno visionato l’ipotesi presentata e se la approvano. Se ci sono richieste o argomenti particolari si possono fare dei Consigli straordinari, oppure delle presidenze allargate su questi temi.

VARIE

GastoneFusaro : Saluta Monica che sabato 20/5 si sposa e quindi gli consegna un piccolo pensiero con tanti auguri da tutta l’associazione.

GianlucaDe Mattia : come MSAC siamo stati presenti alla festa diocesana dei giovani con uno stand, proponendo il tema svolto dall’european-day relativo all’ambiente c’è stato un buon lavoro.
Continueremo con la partecipazione in campo nazionale per il MSAC partecipando ai campi formativi già programmati ..

RaffaellaGiomo : sta per saltare il campo di 3 e 4 superiore perchè non ci sono animatori disponibili; chiede a tutti di impegnarsi nel trovare disponibilità per non fare flop.
Scantamburlo Teresa come ACR hanno fatto una serie di gemellaggi fra le varie zone, il risultato è molto prezioso e favorevole per l’incontro e la partecipazione; si deve fare il possibile affinchè i bambini partecipino ai campi scuola: è un’esperienza che se fatta all’inizio diventa parte di un percorso e utile per creare una buona consuetudine

De Lazzari Antongiulio hanno definito i due campi per i giovani: 21/28 agosto campo pellegrinaggio Todi-Assisi; campo di servizio in Kosovo dal 7 al 21 agosto appoggiato alla Caritas diocesana per realizzare un confronto con le diverse realtà etniche.E’ importante questa prima esperienza di solidarietà all’interno del patriarcato, in continuità con il progetto della Caritas.

Gianluca Ferro chiede quando saranno aperte le liste di attesa dei campi scuola e quando si chiuderanno le iscrizioni.

Gastone Fusaro dai 15 ai 20 giorni prima della partenza si aprono le liste di attesa, però è anche condizionato all’andamento delle iscrizioni, soprattutto per l’ACR a volte il campo si riempie molto presto.

MERCOLEDI' 13 SETTEMBRE 2006
O.d.G.
  • Introduzione del Presidente
  • Definizione delle quote associative 2006/07
  • Il futuro della CUF
  • Feste di Settore (I parte: Ciao, Accoglienza , Adulti)
  • Varie
Delibere:
Il consiglio inizia alle 19.00 con la recita comunitaria dei vespri nella chiesa del centro pastorale assieme alla comunità di suore di Maria Bambina.

1. Introduzione del Presidente Gastone Fusaro

Ho pensato di aprire questo consiglio di metà mandato condividendo con voi alcune sottolineature che ho colto e che interessano l’associazione :

  1. la situazione nazionale dell’AC, è emersa dal Convegno delle Presidenze di inizio mese
  2. il laboratorio formativo, esperienza cardine lanciata dal Progetto Formativo
  3. la nostra realtà diocesana

Per spezzare l’intervento, presenterò queste mie note come introduzione ai vari punti all’odg.:
La situazione nazionale:
Al recente convegno nazionale delle Presidenze, il Presidente Alici ha evidenziato questi temi :

  • Convegno di VR: L’AC si è coinvolta in maniera forte in questa esperienza fin dal settembre dello scorso anno portando un proprio contributo accolto significativamente dalla CEI. Avremo il maggior numero di aderenti presenti, rispetto ai precedenti Convegni; è un convegno nato non a tema, ma a situazione, il che lo rende molto più simile alla nostra esperienza associativa; i Convegni sono in una fase critica, potrebbe essere l’ultimo o il primo di una serie nuova, in questa fase la preghiera è fondamentale. (La settimana dello Spirito)
  • Situazione socio politica: non siamo divisi solo per il bipolarismo, siamo divisi anche sul piano economico-sociale, aumenta il divario nord-centro-sud, ma la cosa più deleteria è che sul piano politico si va perdendo pezzo dopo pezzo la condivisione ed il riconoscimento di alcuni valori che sono il fondamento del pre-politico. A proposito dell’attenzione al politico, rilevava come due grosse lacune gravano sui nostri soci, e non solo, la competenza sul biologico e sull’economia due temi sui quali invece sta investendo la cultura contemporanea e noi non siamo preparati
  • Sono terminati gli incontri con le Presidenze diocesane; quanto prima arriveranno alcune considerazioni del Consiglio Nazionale; si confermano le diversità ed i divari tra diocesi anche all’interno della stessa regione; si sono evidenziate alcune priorità su cui intervenire: l’attività formativa; la riqualificazione della vita di gruppo; gli assistenti; l’urgenza di una spinta missionaria. Queste attenzioni sono state condivise anche col card. Ruini e mons. Bettori che hanno rilanciato l’importanza di un’AC impegnata più nell’Annuncio (primo e riannuncio) e nella testimonianza negli ambiti di vita; in definitiva è sembrato un invito all’associazione ad usare la fantasia per riscoprire (come a suo tempo con l’ACR) nuove forme di evangelizzazione.
  • Adesioni: sembra che questo sia veramente l’anno della stop al segno negativo, e dell’inversione di tendenza. Come diocesi stiamo chiudendo le adesioni con – 32; all’aumento degli adulti, e dei giovani (18 / 30 anni) ha fatto riscontro una diminuzione sensibile delle due fasce minori dell’ACR e dei Giovanissimi. Io ritengo che ci possano essere speranze di un ritorno al segno positivo vuoi perché dovremo avere almeno tre nuove associazioni, vuoi perché, almeno a livello di presenze educatori ACR, si notano nuove entrate e mi sembra di ravvisare la ricostituzione di un corpo educatori che sta crescendo ed assumendo una configurazione più organica, dopo la “caduta” di cinque anni fa.

2. Definizione delle quote associative 2006/07

Gastone Fusaro : Il tema adesioni apre la strada al primo punto all’odg: le quote associative.

  • L’AC diocesana ha nelle entrate dalle quote l’unica fonte per pagare le varie iniziative in quanto i proventi da Palazzo Bellavitis servono a coprire (anche se sempre meno a causa degli aumenti del tasso di interesse) le quote dei mutui per la Casa della Gioventù di San Vito di Cadore.

  • La Casa della Gioventù ha necessità di altri interventi, come abbiamo accennato a suo tempo, e quindi non si possono sottrarre risorse. (Il centenario è stato spostato a giugno 2007…..)

  • Quest’anno abbiamo una previsione di spesa ordinaria attorno agli 8000 € con una entrata di sole 5600 €; • Le nostre quote sono ferme dal 2003, salvo l’aggiustamento della fascia 18/25 dello scorso anno

  • A fronte della quota viene dato ad ogni socio: il giornale nazionale, per Giovani ed Adulti, il foglio diocesano AC Presenza, l’Assicurazione personale, i testi per i gruppi parrocchiali, la sostanziale gratuità per tutte le iniziative diocesane; il pagamento negli ultimi due anni della quota parrocchiale richiesta da Roma.

  • Quest’anno il Centro Nazionale ha introdotto due novità, pur mantenendo ferme le quote 2006: l’introduzione dell’Assicurazione a livello nazionale (2 €) ed una nuova procedura per la determinazione delle quote ass. parrocchiali

  • Nel contempo, come attenzione alle realtà familiari, sono state introdotte delle fasce di sconto in base al numero degli aderenti per nucleo familiare: 18% per 2 persone, sc. 22% da 3 a 5: sc. 25 oltre 5 persone.

  • Tutto questo ci ha portato a ridefinire le nuove quote come da sottoindicata proposta :

  SINGOLI NUCLEO FAMIGLIARE
CON 2 ADERENTI
NUCLEO FAMIGLIARE
DA 3 A 5 ADERENTI
ADULTI 27 25 24
COPPIE -------- 40 39
GIOVANI 21 20 19
GIOVANISSIMI 16 15 14
ACR 13 12 11

Dai consiglieri non ci sono osservazioni negative, anzi viene sottolineato che la partecipazione alle iniziative formative è sempre gratuita , che è compresa l’assicurazione per responsabilità civile e per infortunio e inoltre c’è anche l’assistenza legale. Non vengono rilevati aumenti significativi anzi con l’introduzione del quoziente famigliare in alcuni casi c’è una diminuzione per cui la proposta del presidente viene approvata all’unanimità dai consiglieri

3. Il futuro della CUF

Gastone Fusaro: CUF-LABORATORIO
IIl secondo punto all’odg diventa, alla luce di quanto abbiamo ascoltato domenica da Ernesto Diaco e da quanto si va organizzando a livello nazionale, un elemento importante per la nostra formazione associativa. Il Progetto Formativo prevede che la responsabilità della formazione sia locale, quindi ricada sul livello diocesano e parrocchiale, organizzata attraverso dei laboratori : Laboratorio Nazionale Formativo e Laboratorio Diocesano Formativo.
Laboratori intesi sia come struttura, sia come stile associativo e questo significa: studio, riflessione, progettazione, valutazione, verifica e riproposizione.
A livello nazionale il Laboratorio come Struttura (Esiste da qualche mese il Laboratorio Nazionale Formazione) ha il compito di sostenere la formazione degli Incaricati Diocesani per la Formazione, mettere in rete le sperimentazioni (Primo Annuncio), preparare gli Itinerari Formativi (consegna aprile 2007). A questo livello nazionale deve corrispondere un analogo riferimento diocesano.
Noi abbiamo, da moltissimi anni, la CUF che opera con uno stile molto simile, ma con compiti più esecutivi che elaborativi ed è composta dalla Presidenza più due esterni, il che da un lato semplifica alcune cose, dall’altro ne limita l’azione a causa degli altri impegni che la Presidenza accorpa in sé. Cosa ci viene chiesto allora?

  • Non ribattezzare ciò che già si fa; Non assolutizzare il Laboratorio in quanto tale; Non appaltare e non accentrare, ma attraverso il governo della Presidenza e del Consiglio pensare ad un luogo (il Laboratorio) che guidi la formazione di tutta l’Associazione a:

    • Conoscere le scelte di fondo dell’AC; Rinnovare gli itinerari formativi; Rinnovare la formazione degli educatori

  • A questo dovranno essere chiamati:

    • Una Guida (Responsabile Formativo che abbia competenze in merito)

    • Una persona che guidi il “governo del Laboratorio” in sintonia con la Presidenza (che non necessariamente è il Presidente)

    • Alcuni esperti che aiutino metodologicamente (anche se chiamati occasionalmente)

    • I Responsabili della formazione a livello parrocchiale sono i presidenti parrocchiali.

La scuola formativa triennale continua il suo cammino e la buona presenza di domenica 10/9 sia al mattino che al pomeriggio dovrà farci interrogare sulla opportunità o meno di svolgere la due giorni di marzo fuori sede, ma su questo la CUF rifletterà; un dato: solo 8 persone sono state presenti sempre ai tre appuntamenti (più presidenza e consiglieri), 35 persone sono state presenti a 2 appuntamenti e 76 persone sono state presenti ad un solo appuntamento. A significare la difficoltà di una presenza continuativa e sistematica.

Noi a che punto siamo?
Abbiamo una CUF/PRESIDENZA che riesce a gestire, a mala pena, l’ordinaria amministrazione quindi non è ipotizzabile creare ora una nuova struttura, ma dovremo lavorare per far sì che il Laboratorio diventi un organo stabile,magari con l’inizio del prossimo triennio. Per far sì, siamo chiamati ad individuare delle persone che inizino sin da quest’anno a conoscere ciò che il livello nazionale organizza in tema di Formazione e di Primo annuncio, partecipando ad una delle due giorni predisposte ed in base ai loro suggerimenti la CUF/Presidenza presenterà al Consiglio i fini e gli obiettivi che interessano alla nostra diocesi. Con l’occasione ci presenta e propone anche il sussidio “Nel Cantiere della Formazione” come utile strumento per incamminarsi su queste nuove modalità.

PROPOSTE DI NOMI ED EVENTUALI COMPETENZE, PARTECIPAZIONE AI DUE CORSI

Gianluca De Mattia : vede positivamente questa impostazione dei laboratori però intravvede delle difficoltà a trovare altre persone constatando il fatto che siamo sempre gli stessi inoltre c’è la necessità di trovare persone professionalmente preparate su questo argomento della formazione, sarebbe importante convocare adulti e giovani e coinvolgerli..

Teresa Scantamburlo la prima cosa da capire sarebbe se i presidenti parrocchiali sono disponibili ad offrire persone che collaborino con il centro diocesano, sarebbe importante trovare più persone.

Raffaela Giomo la proposta di questi corsi a Roma non deve risultare un’esperienza limitata nel tempo, chi si prende l’impegno corre il rischio di non avere continuità.

Gastone Fusaro chi inizia questo cammino si deve impegnare per i prossimi anni ad accompagnare la nostra associazione nel nuovo progetto formativo.

Emanuele Bonisoli è da riflettere e preoccupa il fatto che solo 8 persone hanno avuto la continuità di presenza alle proposte formative fatte a livello diocesano,bisogna trovare le disponibilità per partecipare ai corsi a Roma, ma c’è da anche da trovare le disponibilità per una nuova presidenza e un nuovo consiglio per il prossimo triennio. Per trovare le persone che parteciperanno al cammino sui laboratori ci sono tre criteri che devono essere tenuti in conto e cioè : conoscenza delle scelte di fondo dell’AC, rinnovo degli itinerari formativi, rinnovo della formazione degli educatori.

Gastone Fusaro su quest’ultimo punto siamo già avanti perchè la CUF sta già lavorando in sintonia con le nuove modalità dei laboratori però adesso è il momento di dare delle indicazioni di qualche persona da contattare.

Teresa Scantamburlo è importante dare delle gradualità d’impegno capire quale percorso devono fare

Antongiulio De Lazzari dobbiamo chiedere una disponibilità normale non bloccarsi su una disponibilità teorica e assoluta.

Gastone Fusaro Relativamente alla vita diocesana: alla luce della relazione di Mons. Pizziol e presumibilmente di quanto sarà detto al prossimo Convegno del Cavallino, l’attenzione prima sembra convergere sul tema di un rilancio della missionarietà per la nostra chiesa e conseguentemente anche per l’AC. L’ipotesi di introdurre nuove modalità per l’iniziazione cristiana di ragazzi e giovani è sempre stata dall’AC lasciata in disparte perché tale compito veniva riservato alla comunità (unità nella catechesi). Sembra che ora ci venga proposto di assumerci l’impegno di accompagnare ai sacramenti dell’Iniziazione Cristiana i ragazzi ed i giovani dei nostri gruppi.

Trevisiol don Roberto questa ipotesi in parte già anticipata da mons. Lambiasi nella visita alla nostra associazione, a mio avviso, sarebbe la morte dell ‘Azione Cattolica” e la morte della catechesi perchè non vedo nella maniera più assoluta come l’ACR potrebbe svolgere un programma catechistico almeno apparentemente serio nell’arco di tempo in cui gli animatori sono disponibili, con quale tipo di preparazione alle spalle, con quale tipo di accompagnamento? secondo me queste sono delle valutazioni errate fatte da persone che non hanno esperienza di catechesi concreta con i bambini; per fare catechesi, a meno che non facciamo come altri che hanno ridotto la catechesi a temi come “Dio è Padre, vogliamoci bene, siamo fratelli, pace, amore, solidarietà, San Francesco....” Per non ridurre la catechesi a questo, ma che sia trasmissione di conoscenze, occorre che vi sia una grande preparazione alle spalle (che i nostri animatori non hanno, neanche i miei) e che siano accompagnati e seguiti, che dedichino alle riunioni del tempo, del tempo importante! Ora io capisco che dove ci sia una situazione di emergenza, di povertà va bene anche un’attività sostitutiva alla catechesi come quella dell’ACR, ma non dobbiamo fare di questo la normalità. Su questo argomento sono nettamente contrario ad una evoluzione del genere.

Piergiorgio Dri secondo me l’evoluzione catechetica è la morte dell’Azione Cattolica. Quand’è che cominciamo noi a proporre - come laici della Chiesa veneziana - linee di pastorale diocesana? perchè stiamo aspettando che altri ci dettino le loro idee? il primo annuncio è compito principale dell’AC? lo vedrei in una situazione di emergenza; non è nostro compito fare catechesi, non è neanche nostro compito parlare di missionarietà in modo generico. Perchè all’AC non viene chiesto invece, di dare il suo contributo all’architettura della pastorale diocesana - che sarebbe forse l’unica domanda peculiare - perchè non viene fatta? Non credo che il ruolo dell’AC sia quello di aspettare che Vescovo o vicario le chiedano di fare questo o quello; secondo me, il Consiglio deve dare delle risposte per riacquisire la coscienza di cos’è essere Azione Cattolica.

Raffaela Giomo non riesce a capire cosa si intende. Dobbiamo sostituire i catechisti che mancano?

Gastone Fusaro dobbiamo aspettare l’ufficialità (il Patriarca) di quello che si dirà al convegno del Cavallino. Parliamo di ipotesi quando si parla di primo annuncio; è da chiedersi se il primo annuncio o ri-annuncio esiste come problema rivolto ai nostri aderenti.

Trevisiol don Roberto questo discorso del primo annuncio l’ha introdotto già un relatore agli incontri formativi del 2005 “Quale laico per quale Chiesa” (Bertin Stefano di Padova). Dobbiamo essere consapevoli di cosa c’è in gioco, non possiamo chiuderci nell’olimpo e pensare che siamo i migliori, ma se noi diamo per scontato che bambini, ragazzi, giovani e adulti aderenti non vanno a messa la domenica, io mi domando se ci sono le caratteristiche per chiamare Azione Cattolica questa realtà…. cioè mi domando se non sia venuta una discontinuità tale per cui noi non abbiamo più niente di quelli che ci hanno preceduto. Questo è il rischio serio su cui ci dovremo interrogare.

Teresa Scantamburlo questo vale anche per i preti perchè la discontinuità è un problema anche per loro.

Trevisiol don Roberto concorda e richiama che non bisogna diluire la proposta di Azione Cattolica ma deve esserci una forte continuità con chi ci ha preceduto.

Gastone Fusaro dobbiamo aspettare concretamente cosa ci verrà detto e poi valuteremo e potrebbe essere uno di quei temi da aggiungere agli approfondimenti del consiglio.
In merito alla Visita Pastorale ed al “rilancio dell’AC” ho sollecitato il Vicario Generale a ricordarsi di proporre l’associazione nelle parrocchie e a coinvolgere i sacerdoti in una più accurata conoscenza dell’AC. Mons. Pizziol conveniva che i nostri sacerdoti anche in seminario da molti anni non sono coinvolti nella conoscenza di cos’è l’AC all’interno della Chiesa.

Anche se non è all’odg un breve cenno ai campi estivi per dire che non hanno raggiunto, numericamente, le presenze che ci aspettavamo, sia a livello animati che animatori ed alcuni campi sono “saltati”. I campi fatti hanno ottenuto anche quest’anno buoni risultati ed i partecipanti sono tornati a casa con positivi riscontri, però non tutti ritornano il prossimo anno. Su questo tema la Presidenza si interrogherà nei prossimi mesi e poi, attraverso i lavori delle equipe di settore, sarà oggetto di verifica e di nuova proposta per i prossimi campi (anche a livello nazionale in alcune diocesi hanno avuto lo stesso problema) .
In merito agli incontri formativi del Consiglio previsti a calendario per il 6 dicembre ed il 28 febbraio occorre individuare dei temi, la Presidenza non si è ancora interrogata però sarebbe opportuno individuare alcune attenzioni sulle quali lavorare ricercando anche la disponibilità delle persone. Il mio suggerimento partirebbe dai due temi enunciati da Alici: le biotecnologie e la politica, cui aggiungerei un approfondimento sull’essere laici oggi. Per quest’ultimo tema sto verificando la disponibilità della P.Bignardi, visto l’attualità del suo ultimo libro “Esiste ancora il laicato” a quarant’anni dal Concilio Vaticano II, per l’attenzione alla politica ripunterei sul tema dei valori della costituzione sentendo il prof. Olivetti, rimane anche questo tema del primo annuncio.Tra questi quattro temi vorrei sentire il vostro parere., per poter decidere e poter trovare le persone disponibili.

Silvia Marchiori questi sono temi da campi adulti e sono questioni che competono proprio ad un laico nel mondo, mentre per quello che bolle in pentola all’interno della nostra Chiesa e in relazione al Consiglio composto da persone elette rappresentanti di una realtà, mi preme che il Consiglio rifletta sul tema del primo annuncio per elaborare una risposta.

Antongiulio De Lazzari coglierebbe le indicazioni nazionali, ma con l’attenzione del portarlo nel nostro territorio con i relativi coinvolgimenti territoriali, però per il Consiglio concorda con quello che ha detto Silvia.
Esprimono il loro accordo con la proposta di Silvia anche Sordi Francesco, Teresa Scantamburlo e Alessandra Stevanato

Piergiorgio Dri pensa che qualsiasi discorso sul laicato non possa prescindere dal Concilio perchè è li che viene proposta la nuova figura del laico all’interno della Chiesa e questo investe l’Azione Cattolica e il suo ministero nella chiesa.

Gastone Fusaro siamo d’accordo sulla scelta di due temi uno sull’iniziazione cristiana e catechesi per il secondo; vedremo in base a queste esigenze sul tema del laicato. Gli altri due temi verranno ripresi in vista del Convegno di primavera.

Sordi Francesco questi incontri siano basati sul metodo del confronto (ripensare, dialogare, grande disponibilità di tempo per il confronto)

Gastone Fusaro ci vuole una relazione introduttiva sul tema, ma questo non deve pregiudicare il confronto e il dialogo, tipo laboratorio.

Antongiulio De Lazzari invita a stare attenti alla calendarizzazione per non trovarsi a discutere su cose già decise o proposte da altri.

4. Feste di Settore (I parte: Ciao, Accoglienza , Adulti)

Gastone Fusaro Per ritornare all’odg, questa sera inizieremo a riflettere sul significato delle Feste di settore, partendo da quella del Ciao.
Compito nostro non è quello di dare una fisionomia diversa alla giornata ma, una volta individuati i destinatari e gli obiettivi della stessa interrogarci sul come tutta l’associazione possa portare un proprio specifico contributo non per fare un’unica cosa tutti assieme, ma per dare risposta alle diverse esigenze delle persone che vi partecipano.

Teresa Scantamburlo la festa del CIAO sarà sul tema Bellezza e Verità sarà il 15/10 a Venezia anche se ci sono delle difficoltà organizzative.
Nel caso di brutto tempo verrà spostata alla domenica seguente sempre a Venezia al chiuso.
La festa è stata spostata di una settimana in avanti per permetter ai gruppi parrocchiali di avere più possibilità di organizzare la partecipazione, questo dovrebbe essere più facilitato anche dal fatto che ci siamo già incontrati il 10 settembre.
Coinvolgimento dei responsabili parrocchiali è stato necessario, dialogo con realtà all’associazione.
Comunicazione dell’evento prima e dopo si rivela sempre più importante.
Passaggi dall’ACR ai Giovanissimi , l’ACR saluterà i ragazzi della prima superiore c’è la proposta di un coinvolgimento del settore Giovani e anche del MSAC, così pure il coinvolgimento del settore adulti.

Simonetta Spinola vorremmo mantenere l’attenzione al coinvolgimento dei genitori e dei sacerdoti.

Teresa Scantamburlo spera che in futuro il coinvolgimento dei settori avvenga in modo più anticipato e programmato.

Antongiulio De Lazzari per la festa dell’accoglienza sono ancora in fase di elaborazione però hanno alcune linee guida che vorrebbero portare avanti: coinvolgimento delle parrocchie, modifica delle modalità di festa meno spazio a musica e balli e più alle testimonianze che hanno visto sono state molto significative.

Emanuele Bonisoli l’appuntamento per gli adulti è nato sull’imitazione delle feste del ciao e dell’accoglienza, perchè si è ritenuto che è importante avere un momento di incontro di tutto il settore. Domenica 19 novembre è il giorno individuato per questo momento al quale invitiamo anche i giovani adulti e se come speriamo venisse la Paola Bignardi potrebbe essere un’occasione da estendere alla partecipazione di tutto il consiglio..
Un altro momento sarà in quaresima nel quale ci sarà un ritiro spirituale.
Per quanto riguarda la festa del ciao come settore ci teniamo alla presenza e all’incontro con i genitori dei ragazzi.
Per quanto riguarda il gruppo cittadino di Mestre per gli adulti è stato chiuso perchè c’era troppa precarietà nella partecipazione.
Buona la partecipazione al campo formativo per gli adulti con la partecipazione di Michele Serra che si è rivelato con sorpresa una gradevolissima testimonianza

5. Varie

Gastone Fusaro la consigliera Costantini Mariachiara domenica 17 settembre si sposerà con Ivan Pellegrini pensiamo di fare cosa gradita facendo dono alla coppia di sposi del “commento ai Salmi” di Gianfranco Ravasi.

Paolo Da Ponte in occasione del 20° anniversario della morte di don Germano Pattaro il centro a lui intitolato organizza due giorni di eventi il 26 e il 27 settembre ci consegna il depliant informativo.

Gianluca De Mattia ci relaziona sull’attività del MSAC in particolare ci comunica che due studenti hanno partecipato al congresso nazionale del 7-8 settembre a Pesaro e chiede a tal proposito il rimborso spese di 70 euro a persona , inoltre conferma che saranno presenti alla festa dell’accoglienza, parteciperanno ad aprile 2007 al convegno di Chianciano e spera che nei primi mesi del 2007 ci sia il congresso diocesano per eleggere il segretario.

Francesco Sordi intende sottolineare che c’è l’esigenza di continuare la formazione per gli aiuti animatori anche a livello di parrocchia

Silvia Marchiori a tal proposito richiama sui nuovi orientamenti che stanno emergendo e cioè che il presidente parrocchiale è il primo responsabile della formazione

Simonetta Spinola chiede che per le visite alle associazioni parrocchiali venga data una metodologia comune.

MERCOLEDI' 29 NOVEMBRE 2006
O.d.G.
  • Introduzione del Presidente e contributo dei settori sulle ultime attività diocesane
  • Convegno di Primavera: finalità e tema
  • Aggiornamento Calendario Unitario
  • Campi estivi : nodi, prospettive e date • Definizione modalità rimborso spese
  • Varie
Delibere:
SVOLTOSI PRESSO il centro Pastorale Cardinale Giovanni Urbani di Zelarino.
Il consiglio inizia alle ore 19 nella chiesa del centro pastorale con la recita dei vespri. Alle 19.25 inizia la seduta del consiglio nella sala “Don Cristiano”ed il Presidente sottopone all’approvazione del consiglio il verbale del 13/9/06. Viene approvato all’unanimità dai consiglieri presenti.

1. Introduzione del Presidente e contributo dei settori sulle ultime attività diocesane

Gastone Fusaro questo Consiglio si situa in un particolare momento che ha visto tutta l’associazione incontrare i propri aderenti e simpatizzanti in occasione delle specifiche feste o attività di settore e si colloca a ridosso dell’8 dicembre giorno in cui celebreremo la nostra festa dell’Adesione.
“L’adesione è il riaffermare la scelta di un modo di stare nella Chiesa e nel mondo come laici e il riconoscere in questo un modo per rispondere alla chiamata del Signore per vivere quella singolare forma di ministerialità laicale che ci è propria. Non è dunque un fatto burocratico o economico, né è un fatto solo personale. E’ un segno personale che si completa nel vissuto associativo e comunitario.”
E’ importante allora vivere questa giornata come un momento di testimonianza all’interno delle nostre comunità e dell’Eucaristia che ci fa essere Chiesa in senso pieno. Raccomando, inoltre, solerzia nel raccogliere e sollecitare le adesioni; non è senza significato il numero dei soci, sia all’interno che all’esterno. All’interno sperimentiamo questa carenza nella vita dei nostri gruppi allorché l’essere in pochi non ci permette di portare avanti un cammino formativo ed associativo come vorremmo; all’esterno lo verifichiamo quando non possiamo accogliere e farci promotori, come AC, di alcuni inviti del nostro vescovo.
Dicevo degli incontri di settore che si sono svolti e chiedo che i vari vicepresidenti diano una breve relazione al Consiglio come momento di condivisione della vita associativa. Io mi permetto di evidenziare come continuino alcune collaborazioni tra settori a significare l’unità dell’associazione anche se, in contrapposizione, permangono esperienze di gruppi che, al di là dei ripetuti inviti, continuano la loro vita associativa anche in occasione di quegli appuntamenti unitari per i quali si è indicata l’importanza della presenza di tutti. Questo vale per la festa del Ciao e per quella dell’Accoglienza. Prendiamo atto che vivere l’unitarietà non è facile, ma credo che da essa non si possa prescindere e che alcune attenzioni vadano ribadite, ripetute e ricordate sempre.

Simonetta Spinola: la verifica sulla Festa del CIAO è stata positiva; ha dato soddisfazione averla portata a Venezia centro storico (c’era il rischio - che non si è manifestato - di possibili grossi disagi logistici in caso di cattivo tempo). E’ stato molto bello e importante aiutare i ragazzi a rileggere le belle realtà che li avvolgono quotidianamente. Buona la collaborazione con il Settore Giovani in vero stile unitario. Riscoperta dei responsabili e degli educatori del centro storico che hanno partecipato in modo importante alla festa. Bilancio numerico di partecipazione molto buono: rilevata la presenza di 95 educatori e 280 acierrini (molti di più dello scorso anno).L’articolazione ha fatto una verifica con i Responsabili ACR analizzando:

  • Campi scuola
  • formazione integrale degli educatori (educatore preparato e formato come giovane)
  • verifica delle idee dei responsabile sul lavoro dell’equipe diocesana

A gennaio 2007 ci si propone di tirare le somme sull’attività svolta e su come l’equipe sia riuscita a lavorare con gli educatori e i responsabili parrocchiali ACR.

Teresa Scantamburlo: integra sottolineando che è necessario viaggiare in parallelo con la formazione degli educatori e allo stesso tempo formarli come giovani; in questo ambito vede che c’è un po’ di fatica.

Antongiulio De Lazzari: in merito alla Festa dell’Accoglienza, l’equipe non ha fatto ancora verifica, però ci offre le sue impressioni. La preparazione della festa è stata molto sofferta in quanto sono state toccate tematiche molto toste; c’è stata molta fatica nell’individuare cosa trattare e come trattarlo, hanno cercato aiuto anche all’esterno dell’equipe, nelle parrocchie e dagli educatori acr. Sostanzialmente alla fine sembra che sia andata bene; era incentrata sulla testimonianza nel tema della Speranza. Per la prima volta abbiamo utilizzato uno spazio civile l’Auditorium di Favaro Veneto con tutte le difficoltà di relazione con le istituzioni . Una nota negativa è stata l’affluenza alla festa, hanno partecipato 170 giovani, in calo rispetto alla precedente.
Abbiamo avuto sentore che alcune parrocchie nella loro programmazione non siano state previdenti nel liberare il loro calendario delle attività per facilitare la partecipazione alla festa.

Emanuele Bonisoli l’incontro del 19 novembre è entrato nella tradizione e nella mentalità di partecipazione e riflessione attorno a un tema importante. L’impostazione è collaudata: una domenica pomeriggio, durata 3 ore. Inizio con la preghiera, si prosegue con la relazione sul tema da parte di un invitato di rilievo, quindi dialogo e rinfresco finale. Dall’ultimo incontro sono nate alcune richieste di avere più possibilità di approfondimento e confronto. Le persone presenti erano circa 180; di sicuro il nome di Paola Bignardi ha attirato anche persone al di fuori dell’AC. Il tema era prettamente di interesse laicale. A conclusione si può ritenere un bilancio positivo che speriamo dia impulso ai gruppi nascenti e in prospettiva crei disponibilità al SERVIZIO per il prossimo triennio. Interessante e buona anche la partecipazione di adulti alla Festa del CIAO circa 70 genitori raccolti nella chiesa di San Nicolo dei Mendicoli a riflettere sulla bellezza del luogo aiutati da Silvia Marchiori.

Silvia Marchiori: sottolinea la difficoltà di reperire educatori ACR per accogliere i bambini quando ci sono incontri per gli adulti. Per quanto riguarda gli incontri con i genitori dei ragazzi dell’acr è sempre difficile trovare l’argomento che accomuni tutti nell’interesse, perchè ci sono genitori che non conoscono l’associazione, diversi livelli di conoscenza per cui vedrebbe necessario rivedere o riprecisare meglio gli obiettivi di questo incontro con i genitori dei bambini dell’ACR.

Trevisiol don Roberto: la scarsa partecipazione ad incontri da noi organizzati non è dovuta a coincidenze con altri incontri o altre attività, ma deriva da una proposta troppo debole e da uno stile da rivedere. Non sono le attività che fanno difetto, ma bisogna verificare quale importanza diamo alla partecipazione , bisogna essere chiari.

Antongiulio De Lazzari le coincidenze con altri impegni per giustificare la non partecipazione il più delle volte sono delle scuse.

2. Convegno di Primavera: finalità e tema

Gastone Fusaro: è la terza volta che, per vari motivi, ne parliamo. Accolti i suggerimenti di spostarlo dal sabato alla domenica, si tratta ora di definirne il tema ed il luogo, anche se prima vorrei ricordare il motivo della sua proposta.
Come ogni associazione che si rispetti anche l’AC ha ritenuto doveroso incontrarsi coi propri soci almeno una volta all’anno ed affrontare assieme alcuni temi legati alla vita associativa. Nel momento in cui si dovette scegliere, a questo appuntamento formale chiamato Assemblea, si decise di dare un nome diverso, “Convegno di Primavera”, e di qualificarlo come momento di ritrovo per approfondire unitariamente tematiche care a tutta l’Associazione.
Questo impegno è stato mantenuto anche nell’Atto normativo ove all’Art. 21 si dice:
Art. 21 L’Assemblea ORDINARIA

  1. L’Assemblea Ordinaria: conosciuta come Convegno di Primavera, viene convocata dal Consiglio diocesano almeno una volta all’anno, salvo quando si tiene l’Assemblea Elettiva, per affrontare ed approfondire una tematica significativa per l’Associazione

  2. L’Assemblea è presieduta dalla Presidenza Diocesana

  3. La partecipazione è aperta a tutti gli aderenti

  4. La convocazione avviene attraverso i responsabili parrocchiali e/o interparrocchiali

Nei primi anni (1980) l’appuntamento è stato utilizzato per approfondire tematiche inerenti la vita interna dell’associazione o ecclesiale; successivamente è stato il momento in cui ci si è interrogati su tematiche a carattere sociale quali l’integrazione, gli stili di vita, il lavoro…
In occasione dei nostri primi dibattiti, variegate erano le opinioni al nostro interno per cui, fatte salve le modalità e gli obiettivi per i quali viene organizzato, la Presidenza, non per vincolare ma per facilitare l’individuazione del tema e dell’indirizzo suggerisce queste attenzioni:

  1.  Riproporre l’approfondimento sui valori che stanno all’interno della Costituzione: il tema saltato lo scorso anno a causa dell’impossibilità di presenza del relatore, è ancora valido e su di esso sicuramente ci ritorneremo in quanto il referendum non ha chiuso il nodo, l’ha solo spostato nel tempo. Ora ci potrebbero essere le condizioni per un’analisi meno vincolata dai temi politici e dalle elezioni. (Relazione a cura di un costituzionalista)

  2. Riapprofondire il tema del denaro (avvicinato dal campo estivo Adulti) attraverso il nodo de “Finanza e modello economico” (Relazione a cura di un Economista)

  3. Proseguire la riflessione sul post Convegno di VR; dopo la Bignardi (tema del laicato), l’impegno sollecitato anche dal Patriarca a portare nelle nostre comunità quello stile di comunione, di dialogo e di approfondimento, potremo cercare di capire cosa questo Convegno ha significato per l’AC (un voluminoso contributo alla fase preparatoria e la presenza di oltre 700 soci) e verso quali prospettive ed impegni l’associazione si muove o si muoverà.
    Qui sarebbe d’obbligo la presenza di Luigi Alici.

Per il luogo, l’indicazione sarebbe quella di utilizzare il Centro Pastorale, indipendentemente dal tema che sceglieremo, mentre per meglio favorire quella “circolarità di comunicazione” di cui tutti sentiamo bisogno, i lavori di gruppo potrebbero essere un’opportunità.

Livia Battisti: dopo l’entusiasmo ricevuto al campo scuola estivo degli adulti le sembrava logico la prosecuzione del tema sul “denaro”; ma adesso, dopo il convegno di Verona, vede meglio l’argomento dei laici oggi nella chiesa e nel mondo.

Emanuele Bonisoli: anche lui è sulla linea della Livia, il convegno di Verona aveva riscosso grande partecipazione. A me interesserebbe una riflessione sul laicato proprio dopo il Convegno di VR che segna la vita della Chiesa. Capire come proseguire.

Piergiorgio Dri: dopo VR, riprendere l’intervento della Paola Bignardi e rielaborarlo all’interno dell’AC di Venezia. Chiamare il Presidente Alici sarebbe un’altra cosa rispetto ad una nostra commissione che prepari il convegno su questo tema.

GabrieleBascelli : è molto suggestivo rivivere il Convegno di VR però teme che non colpisca l’interesse dei laici. A lui interessa molto la continuazione del tema del denaro perchè è importante capire e costruirsi una coscienza per valutare cosa posso fare e cosa non fare. Che cosa possiamo decidere sul debito pubblico, finanziaria, consumi… offrire queste riflessioni a tutta l’associazione. Questo è fare il nostro “mestiere” di laici.

Antongiulio De Lazzari condivide in parte le idee di Gabriele, però per lui l’emergenza della Costituzione soprattutto per i giovani è sempre più urgente e necessaria. Però gli piace anche il tema del denaro.

Teresa Scantamburlo concorda con la proposta di Gabriele: prendere una determinazione precisa sul denaro per fare una riflessione che incontri il nostro vissuto. Anche la Costituzione è interessante e la vede meglio per i Giovani.

DavideChecchin : possono vivere assieme le due proposte come cittadinanza attiva, senso civico, partecipazione responsabile e senso del denaro. Condivide queste tematiche.

Gianluca De Mattia vedrebbe altri temi quali questioni etiche, PACS, Eutanasia....

Mariangela Rossini si accoda ai discorsi di De Mattia: vedere come l’AC si pone su questi temi, intravvede maggiore interesse nei giovani

Renato don Mazzuia il tema del laico oggi, trattato dalla Paola Bignardi, non lo vede come argomento da Convegno di Primavera, ma sarebbe da attivare un gruppo di lavoro su questo; mentre ragionando sulla Costituzione si possono incrociare anche i temi etici che sono molto attuali e scottanti.

Trevisiol don Roberto: dobbiamo tener presente che tema e giorno dell’incontro influenzano la partecipazione.

Mariangela Rossini scegliere un determinato tema e poi sostenerlo e sponsorizzarlo può incentivare i giovani a venire; l’importante è che sia di loro interesse.

Gastone Fusaro Propone a questo punto di votare per scegliere su questi temi:

  1. VALORI DELLA COSTITUZIONE voti zero

  2. USO DEL DENARO FINANZA E MODELLO ECONOMICO voti quattro

  3. APPROFONDIMENTO SU VERONA voti cinque

  4. QUESTIONI ETICHE voti due

  5. CITTADINI RESPONSABILI E USO DEL DENARO voti tre

  6. FAMIGLIA ATTENZIONI PARTICOLARI voti uno

Viene scelto il tema : i laici dopo Verona. Queste alcune osservazioni dei consiglieri dopo il voto.

Silvia Marchiori quando arriviamo a definire il tema del Convegno di Primavera, abbiamo sempre questi due desideri contrapposti: fare formazione dei soci o incontrare il “mondo” e le sue questioni. Bisognerebbe restare più aderenti allo strumento che l’assemblea annuale dei soci rappresenta e non forzarla ad essere tavola rotonda… seminario di studio…

Daniela Parolin ridefinire ancora il ruolo del laico è un po’ stantio.

Teresa Scantamburlo attenzione alle “categorie” che tornano pesantemente.

De Mattia Gianluca: è un tema da target troppo adulto; crede che i giovani non verranno

Dri Piergiorgio esprime preoccupazione sul fatto che questo tema non interessi i giovani; se è così c’è un “problema giovani”, non riusciamo a formare i nostri soci

Trevisiol don Roberto siamo troppo tolleranti, dobbiamo cambiare altrimenti non abbiamo futuro non dobbiamo pensare ai numeri.

Mazzuia don Renato fidiamoci che è un tema centrale sappiamo che faremo molta fatica a mediare con i giovani, cogliamo la sfida.

Gastone Fusaro la struttura del Convegno verrà portata in presidenza e dopo faremo girare le mail.

3. Aggiornamento del Calendario Unitario

Viene approvato l’aggiornamento del calendario unitario che risulta così riformulato:
10 gennaio 2007 18.30/20.00 PRESIDENZA APERTA AL CONSIGLIO:
Incontro con don Valter Perini sulla nuova proposta diocesana circa l'iniziazione cristiana
14 febbraio 2007 18.30/20.00 PRESIDENZA APERTA AL CONSIGLIO:
Approfondimento a livello associativo di quanto emerso nel precedente incontro
22-24 giugno 2007 DUE GIORNI RESPONSABILI A SAN VITO
Approfondimento a livello associativo di quanto emerso nel preced. Incontro

Gastone Fusaro il 10/1/07 verrà svolto un incontro con il Direttore dell’Ufficio Catechistico Perini don Valter per approfondire l’argomento trattato al Convegno diocesano del Cavallino sulla Iniziazione cristiana affidata ad una comunità educante oltre il Parroco e i Catechisti. Implicazioni nascenti per la nostra Associazione. L’incontro sarà per il Consiglio diocesano aperto anche ai presidenti parrocchiali.

Antongiulio De Lazzari è opportuno avere la disponibilità della relazione svolta da don Valter per essere informati e preparati.

Teresa Scantamburlo non si tratta di un’alternativa, ma come creare un percorso comune condiviso e corresponsabile. E’ importante questo incontro perchè non ci siano travisamenti.
L’estensione dell’invito anche ai presidenti viene approvato con 10 voti favorevoli e 2 contrari.

4. Ipotesi rimborso spese

A fronte di una verifica delle spese sostenute dai settori e dall’ACR il Consiglio approva all’unanimità (per il 2007) una serie di quote annue cui poter attingere senza ogni volta dover chiedere approvazione alla Presidenza. La gestione è affidata ai Vicepresidenti.

5. Campi estivi: nodi, prospettive e date

Gastone Fusaro la Presidenza ha ritenuto di dover coinvolgere il Consiglio sul tema Campi per poter condividere assieme alcune situazioni negative che hanno caratterizzato i campi di quest’anno:

  • Una difficoltà ad avere disponibilità di educatori con la necessità di ricorrere ad aiuto educatori

  • Una diminuita presenza a molti campi (ricordiamo un campo g.issimi di 9 partecipanti, il campo educ. di 10 partecipanti, il campo itinerante G saltato)

  • Una difficoltà ad avere un organico cuochi disponibile (poche le nuove entrate): il tema non è stato ancora affrontato in Coop. una proposta potrebbe essere quella di chiedere alle associazioni che inviano ragazzi ai campi, di prendersi cura anche della cucina.

  • Una lievitazione dei costi generali che non vengono abbattuti dalle presenze

  • A tutto ciò, però, a favore del nostro impegno fa riscontro un ritorno a livello formativo di prim’ordine. I partecipanti ritornano a casa molto soddisfatti ed i dopo campo sono pieni. … poi magari il prossimo anno non partecipano.

Premesso che non è una situazione catastrofica, non riguarda solo la nostra Associazioni, e che varie cause concorrono a creare questa difficoltà, tutto ciò richiede una riflessione comune, il “mal comune, mezzo gaudio” certamente non ci soddisfa e la fantasia non ci manca per cercare di individuare nuove piste. Dobbiamo valutare

  • quali effetti ha prodotto lo scambio di partenza dei campi provato quest’anno;

  • cercare di capire quanto le nuove impostazioni degli esami di università influiscono sulla presenza dei giovani;

  • quanto il moltiplicarsi dei campi parrocchiali e dei Grest assorbe i nostri educatori e li allontana da una proposta formativa per loro;

  • se e quanto in tutto ciò si inserisca anche una componente economica che riguarda le famiglie per il costo dei campi, ed i giovani nel momento in cui loro nel periodo estivo si trovano un lavoro

  • non ultima per ordine di importanza, se riteniamo ancora valida la nostra proposta formativa e le modalità con cui le gestiamo e le proponiamo.

Chiederei quindi ai settori ed all’ACR un breve commento per illustrare l’andamento generale dei loro campi e lasciare poi spazio per una condivisione comune; la definizione delle date (dobbiamo farla entro metà dic.) non è così prioritaria e può essere lasciata come compito alla Presidenza che provvederà a farla poi girare; qui possiamo comunque raccogliere eventuali suggerimenti e principalmente soffermarci sui nodi indicati.

Campo Educatori: una riflessione nata in CUF che parte dalla bontà del programma maturato in questi anni e che lascia una forte impronta ai partecipanti, ci ha portati ad avanzare la proposta di ricercare a livello regionale un’altra diocesi con cui affiancarci almeno ad anni alterni. Il limitato numero di partecipanti, quasi tutti nuovi educatori ACR, non favorisce lo scambio di esperienze e di alcune dinamiche e non ci permette di recuperare eventuali presenze di educatori Giovanissimi e Giovani. Di qui la proposta di ricercare a livello regionale un’altra diocesi con cui verificare i cammini formativi per gli educatori ACR e Giovanissimi.

Bonisoli Emanuele chiede di far elaborare dai consigli di settore una relazione sui campi scuola .

Teresa Scantamburlo a livello di equipe si sono già confrontati c’è la necessità di comunicare alcune cose e deciderne delle altre

  1. provare a fare una proposta diversa del solito volantino per i campi scuola

  2. iniziare a pensare i campi assieme al settore giovani. Iniziare a dialogare per definire i campi con educatori e giovani che sono gli stessi. Provare a pensare delle sperimentazioni. Perchè non pensare ad altre forme con creatività e spirito di alternativa. Decidere concretamente le date e anche le scadenze entro cui decidere.

Antongiulio De Lazzari una riflessione sui campi c’è stata ma a spot , devono ancora fare un discorso organico. Gli piace l’idea di lavorare assieme all’ACR. Hanno risentito degli spostamenti di date, chiede di portare avanti le date. Il campo in Kosovo è stato qualcosa di importante si dovrebbe trasformare in qualcosa di alternativo.

Daniela Parolin ci sono altre criticità i tempi non sono sufficienti, non c’è ricambio, non c’è disponibilità, abbiamo toccato una flessione grave.
Non riusciamo a gettare ponti che alimenti l’equipe c’è il rischio del collasso.
I responsabili Parrocchiali non hanno dato risposte sul perchè non si è presentato nessuno al campo itinerante. Il campo di I^-II^ sup è stato molto critico per l’umanità che ci siamo trovati davanti. Non siamo riusciti a far breccia nei loro cuori. E’ un discorso da ripensare non sulle date ma sulle cose importanti.

Gastone Fusaro farò girare le varie proposte sui campi scuola e anche il calendario della casa.

6. Varie

Roberto Calamelli si presenta come Incaricato AVE e indica fra i suoi principali obiettivi quello di promuovere la cultura associativa e ecclesiale attraverso il servizio dei libri, delle riviste e dei sussidi formativi.